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UN AGO – QUANTI SOLDATI?


Mentre stavo nella gabbia nella quale sono costretto a vivere, aspettavo di sentire alla radio se il mio amico fosse stato assassinato dal Texas o se gli fosse stata concessa una sospensione. Per molto tempo non feci altro che camminare avanti di 4 passi e poi indietro di 4 passi. Più e più volte. Sono solito fare così quando sono angosciato, immerso in profondi pensieri o quando mi sento giù. Circa un’ora dopo sentii il giornale radio annunciare che il mio amico era morto.

Questo non è il primo amico che ho perso da quando sono arrivato nel braccio della morte, più di 8 anni fa. Né sarà l’ultimo, ne sono certo. Continuavo a camminare avanti e indietro mentre pensavo. Quel giorno stesso avevo visto il mio amico durante l’ultima visita con la sua famiglia. È stata dura per me. Sono cresciuto a mezzo isolato dall’azienda di suo padre e lo vedevo tutti i giorni. Avevamo molte conoscenze comuni nel nostro vicinato. Insieme avevamo bevuto vino fatto in casa e fumato sigarette durante il programma di lavoro quando il braccio della morte era ancora alla Ellis Unit. Ci sedevamo alla stessa tavola per mangiare. Avevamo tanti ricordi in comune, eppure troppo pochi.

Alcuni dei miei ricordi migliori di lui sono le nostre conversazioni. Stavamo seduti e parlavamo della pena di morte per ore. Mio fratello [N.d.R.: Tony chiama  fratello l’amico, tanto forte era il legame che li univa] era molto intelligente e andava davvero molto in profondità su molti argomenti. In questi ultimi due anni non ci siamo potuti frequentare molto, ma ogni tanto avevamo l’opportunità di vederci alle visite e di parlare di quello che ognuno di noi stava facendo o stava provando a fare nella nostra lotta contro la pena di morte.

Ricordo che una volta, non molto tempo fa, gli raccontai che avevo appena incontrato una grande amica che mi stava aiutando a mettere in piedi un sito web e gli dissi di come stessi provando a cercare aiuto per organizzare un progetto di difesa. Gli parlai del libro che stavo scrivendo e gli dissi di come avessi ripreso a disegnare nella speranza di trovare aiuto per raccogliere sostenitori per la mia difesa. Lui era eccitato, mi disse che sembrava che le cose si mettessero bene per lui. Mi disse di un’amica che aveva molta esperienza nell’organizzazione di eventi, aveva appena iniziato a corrispondere con lui e già stava cominciando ad aiutarlo a mettere insieme un gruppo di sostenitori. A sentirlo sembrava che avesse trovato un vero diamante.

Eppure alla fine lo Stato se l’è preso lo stesso. Mentre pensavo a questo, un altro pensiero attraversò la mia mente… mi chiedevo, quanti soldati avrebbero perso la battaglia per colpa di quel solo unico maledetto ago? Mi tornò in mente di quando, dopo che altri ragazzi che conoscevamo erano stati assassinati dallo Stato, avevamo parlato di loro e ci eravamo chiesti cosa sarebbe successo dei loro sostenitori. Avevamo notato che troppo spesso quando lo Stato uccideva uno di noi, i suoi sostenitori perdessero la voglia di combattere.

Il mio amico era un soldato impegnato nella battaglia per abolire la pena di morte, e io so per aver parlato con lui che anche molti dei suoi sostenitori erano soldati per la causa. Credo che tutto quello che posso fare è pregare affinché le persone che l’hanno aiutato, che hanno combattuto al suo fianco contro la macchina di morte del Texas, diventino ancora più impegnati nella lotta, e non permettano al Texas di vincere.

Spero che si uniranno di nuovo alla battaglia e aiuteranno qualcun altro. Spero che non permettano che l’ago che ha preso la vita del mio amico rubi anche la loro dedizione alla causa.

Tony Medina 2004

 

 

 

©2010 by I.Leverenz & Tony Medina (Testi) . Tutti i testi, le foto, sondaggi e la grafica sono coperti da copyrigh, per cui non possono essere copiati, trasferiti, salvati senza il permesso di colui che li ha pubblicati. Cambiamenti nel contesto del sito sono proibiti.

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